81020 San Nicola la
Strada (Caserta)
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(di P. Gerardo Cioffari,
domenicano)
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VESCOVO DI MIRA PER ISPIRAZIONE DIVINA.
All'episodio delle
tre fanciulle nella Vita di Nicola segue la sua elezione a vescovo di
Mira. Con ogni probabilità dunque, il giovane si era trasferito in
questa altrettanto importante città della Licia, in cui ancora oggi si
conservano notevoli tracce del quarto e quinto secolo avanti Cristo (le
tombe rupestri) e il bellissimo anfiteatro romano. Alcuni agiografi
recenti, aiutandosi con i dati della vita del monaco Nicola, raccontano
come fu ordinato diacono e sacerdote e come si partì per Mira ove
arcivescovo era un suo zio. E' stato rilevato anche il suo desiderio di
andare in una città ove non fosse conosciuto, come invece lo era a
Patara dopo che il padre delle tre fanciulle aveva svelato il segreto
della dote alle sue figlie. Ma in un caso come nell'altro i conti non
tornano. Nel primo infatti siamo del tutto fuori strada, nel secondo
siamo di fronte ad una supposizione senza la minima prova. Per cui non
resta altro che accontentarsi del dato dello spostamento di Nicola da
Patara a Myra. L'agiografo, e questa è una cosa che balza subito agli occhi, non parla di un precedente stato clericale o monastico di Nicola. E vero che questo è un indizio puramente negativo, ma in considerazione del come si faceva emergere una cosa simile nelle biografie correnti, si tratta di una omissione significativa. Così dovette intenderla anche il grande canonista Graziano, a meno che, oltre questo indizio, non avesse avuto qualche altra fonte a noi ignota, allorché nel suo Decretum tratta dell'elezione dei vescovi. Nel capitolo VIII questo principe dei canonisti medioevali riporta la norma secondo la quale non si dovevano promuovere all'episcopato persone prive di preparazione intellettuale o comunque sprovveduti (rudibus et imperitis). Nel suo commento afferma poi che, in base agli autori menzionati, bisognava concludere che era proibito elevare i laici all'episcopato (His omnibus auctoritatibus laici prohibentur in episcopatum eligi). Ma subito aggiunge: Tuttavia il beato Nicola
fu eletto vescovo da laico, il beato Severo fu elevato all'arcivescovato
mentre era addetto ad un lanificio, il beato Ambrogio, pur non essendo
neppure battezzato, fu eletto arcivescovo. (…). Quando dunque un laico,
grazie alla sua perfezione si eleva al di sopra della vita clericale,
sull'esempio dei beati Nicola, Severo e Ambrogio, la sua elezione può
essere considerata valida. |
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