81020 San Nicola la
Strada (Caserta)
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(di P. Gerardo Cioffari,
domenicano)
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NICOLA CONVERTE L'ERETICO TEOGNIDE.
Nella liturgia
orientale c'è questa preghiera: Regola di fede e immagine di
mansuetudine, maestro di continenza ti ha rivelato al tuo gregge la
verità dei fatti. Ed invero con l'umiltà hai raggiunto le vette più
eccelse, con la povertà la ricchezza. Padre Gerarca Nicola, prega Cristo
Dio affinché salvi le anime nostre. Scrive ad esempio Andrea di Creta: Chi del resto ammirerà la tua magnanimità? Chi inoltre non proverà stupore del tuo eloquio dolce, della tua mitezza, o del tuo carattere pacifico e supplichevole? Pensiamo a quella volta che tu, come raccontano, passando in rassegna i tralci della vera vite, incontrasti quel Teognide di santa memoria, allora vescovo della chiesa dei Marcioniti. La discussione procedette in forma scritta fino a che non lo convertisti e riportasti all'ortodossia. Ma poiché fra voi due era forse intervenuta una pur minima asprezza, con la tua voce sublime citasti quel detto dell'Apostolo e dicesti: "Vieni, riconciliamoci, o fratello, prima che il sole tramonti sulla nostra ira". La rilevanza dell'episodio
riferito da Andrea deriva dal fatto che egli pronunciò questo discorso a
Mira (forse nella stessa Basilica del Santo) e quindi dinanzi ad un
uditorio che doveva conoscere la storia dei rapporti tra S. Nicola e il
vescovo Teognide. Al tempo di Andrea certamente non esisteva alcun testo
con questo episodio, altrimenti avrebbe detto "come sta scritto" e non
"come raccontano" o "come si dice". Al suo tempo si trattava dunque solo
di una tradizione orale. Il fatto però che Andrea alluda a questa
tradizione dinanzi ai Myresi dà un peso particolare alla tradizione
stessa. |
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