81020 San Nicola la
Strada (Caserta)
|
|
|
|
|
![]()
(di P. Gerardo Cioffari,
domenicano)
|
LA MORTE (anno 334 ?).
Fino a tutto il X
secolo nessuna fonte agiografica riporta l'anno della morte di Nicola.
La causa deve essere vista sia nella mancanza di dati precisi sia nella
poca sensibilità degli agiografi al riguardo. Essi infatti si
preoccupavano dell'edificazione dei fedeli attraverso l'elogio del
santo, trascurando di informarli sulla cronologia degli eventi.
Parlavano cioè più al cuore che alla mente. Dopo aver vissuto così nella città di Myra e dopo aver profumato tutti con la sua odorosissima e santissima condotta di vita e attività pastorale, abbandonò la sua vita mortale e passò al riposo eterno, allietato dai cori degli angeli, godendo insieme con le moltitudini dei patriarchi ed intercedendo incessantemente per quelli che lo invocano con gioia nella fede e soprattutto per quelli che sono oppressi e versano in disgrazie e miseria. Il suo corpo prezioso e odoroso della fragranza della virtù, seppellito nella sua chiesa, versò subito un olio odoroso e soave, che allontana ogni maleficio ed è buono a fornire un rimedio che salva e respinge il male, per la gloria di Cristo, nostro vero Dio che lo glorificò. Il primo a porsi il problema della morte di S. Nicola fu Giovanni Diacono che, verso l'880, non ancora venticinquenne, viveva a Napoli. Questo autore, che compilò la sua "Vita di S. Nicola" a partire dall'elogio che Metodio scrisse dedicandolo ad un primicerio di nome Teodoro, ebbe ad affermare che sulla morte di Nicola non aveva "trovato notizia da nessuna parte". Il primo indizio sulla morte
del Santo si ritrova proprio al tempo di Giovanni Diacono o nel
ventennio successivo a Costantinopoli. Si tratta dell'indicazione
contenuta nel Sinassario di quella chiesa, secondo cui sarebbe morto "in
età avanzata". Di fronte a questo dato specifico viene spontanea la
domanda: da chi ha tratto questo dato l'autore di questo Sinassario o di
questa parte del Sinassario? La notizia che S. Nicola
morì in età avanzata, se non risolve i problemi cronologici, ha comunque
un certo valore orientativo. Potrebbe essere utile tentare di avvicinarsi il più possibile alla determinazione dell'anno, partendo dalle varie ipotesi sinora presentate dai vari autori. Ecco uno schema: Niceforo di Bari (la
traslazione 775 anni dopo la morte)………………..+ 312 Nonostanche che una tale
divergenza di opinioni potrebbe far perdere la fiducia nella possibilità
di avvicinarsi alla data della morte del Santo, alcuni elementi
permettono di preferire un gruppo di date ad un altro. Il metodo
migliore per procedere mi sembra infatti quello di cominciare col
distinguere i due gruppi principali di datazioni. Eliminando il
312 (in base alla testimonianza di Teodoro il Lettore che lo dice
presente a Nicea nel 325, ma anche troppo precoce per lo sviluppo della
Praxis de stratelatis), il primo gruppo va dal 325 al 334.
Eliminando poi il 340, sostenuto da qualche autore senza sufficiente
documentazione "antica", possiamo delimitare il secondo periodo al
341-365. Il problema può essere quindi esemplificato in questi termini:
in quale di questi due archi di tempo (325-334 e 341-365) è più
probabile che sia avvenuta la morte di S. Nicola?
|
Sito divulgativo e autogestito senza fine di lucro da Mimmo Russo