INFANZIA E GIOVINEZZA. 
Nicola nacque intorno al 260 a Patara,
importante città della Licia, una regione a sud dell'Asia Minore
(attuale Turchia). Nacque dunque in una città portuale ben nota ai
cristiani, essendovi passato duecento anni prima S. Paolo in uno dei
suoi viaggi. A parte questo dato radicato nella tradizione ed abbastanza
attendibile, dell'infanzia di Nicola non si conoscono episodi che
possano vantare una qualche base documentaria.
Parecchi scrittori riferiscono che nacque da nobili genitori cristiani
che si chiamavano Epifanio e Nonna (secondo altri Teofane e Giovanna).
Ma tutto questo nasce da una confusione creatasi verso l'880-900 dopo
Cristo, quando qualcuno, avendo scoperto la vita di un santo monaco
sconosciuto di nome Nicola (vissuto nella stessa regione del nostro),
attribuì al S. Nicola di Mira le cose che invece riguardavano questo
monaco nel VI secolo, cioè due secoli dopo.
Il santo biografo Michele, che non conosceva la Vita di questo monaco
Nicola, si basò solo sulle tradizioni miresi e sulla spiritualità
monastica. Aveva comunque un dato importante, il suo essere divenuto
vescovo, e ciò era più che sufficiente ad impostare il discorso
dell'infanzia di Nicola.
Essendo destinato ad un glorioso episcopato, Nicola avrebbe dovuto
rivelarsi impegnato sulla via della perfezione sin dai primi anni, anzi
fin dalla nascita. E la perfezione, ovviamente, era raggiungibile solo
attraverso gli atti di penitenza comuni nell'ambito della vita monastica
cui apparteneva lo stesso Michele Archimandrita, il che non significa
che sia stato lui ad inventare l'episodio dell'allattamento. Con ogni
probabilità, anch'esso è parte di quella vasta trasmissione orale che ha
preceduto la sua biografia.
Secondo questa tradizione, il bambino Nicola, mentre durante gli altri
giorni della settimana succhiava il latte della madre nei normali
intervalli dei bambini, il mercoledì ed il venerdì lo prendeva una volta
sola.
Dopo di che il biografo procede con l'educazione giovanile di Nicola,
tutto casa e chiesa si direbbe oggi. Certo, non vi sono elementi per
negare un quadro così edificante. Tuttavia la descrizione segue troppo i
canoni di un'esortazione pedagogica ai giovani del tempo. Appare poi
molto improbabile che a Patara ci fosse già qualche chiesa cristiana ai
tempi del giovane Nicola. L'astensione da tutto ciò che fosse attività e
vita pubblica mal si concilia infine col carattere attivo ed energico
che Nicola rivelerà più tardi. Ora, a meno di un cambiamento radicale in
età matura, alquanto improbabile, il giovane Nicola doveva essere
sveglio e deciso.
|