Parrocchia Santa Maria degli Angeli
81020 San Nicola la Strada (Caserta)

Chiesa Santa Maria degli Angeli -San Nicola la Strada -

Don Pasquale Lunato - Parroco Chiesa Santa Maria degli Angeli -

San Nicola di Bari  - Patrono di San Nicola la Strada -

Chiesa Santa MAria degli Angeli

GRUPPO VOLONTARIATO VINCENZIANO

RESPONSABILE: MADDALENA LANDOLFI D'AMBROSIO

SI RIUNISCE IL VENERDI'

GRUPPO VOLONTARIATO VINCENZIANO

 PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI

SAN NICOLA LA STRADA

 

 

“Beato l’uomo che ha cura del debole.

Il Signore veglia su di lui”

 Vincenzo de' Paoli fu il primo, forse l'unico, a parlare di "stato di carità" per indicare una condizione di vita in cui la carità di Cristo non fosse soltanto "buona azione", ma il tessuto stesso di una vita legata a Cristo, sorgente e modello di ogni carità.

 

Dio ci ha creati perché fossimo felici

e lo saremo solo se lo ameremo nei nostri fratelli.

 

SCOMMETTERE SULLA CARITA’

 “Sono tanti nel nostro tempo i bisogni che interpellano la sensibilità cristiana.

Solo pochi fortunati hanno grandi possibilità, milioni e milioni di persone, invece, non solo sono ai margini del progresso, ma soprattutto sono alle prese con condizioni di vita ben al di sotto del minimo dovuto alla dignità umana.

Il cristiano deve imparare a decifrare l’appello che Cristo gli manda, facendosi vicino, solidale con chi soffre, cosicché il gesto d’aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna condivisione.

Dobbiamo fare in modo che i poveri, i sofferenti si sentano, in ogni comunità cristiana, come ‘a casa loro’, così che l’Amore diventi fomento di autentica solidarietà per l’intero vivere sociale”.

 (dall’Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Europa)

 LA STORIA

I gruppi di volontariato vincenziano sono un’associazione di laici cattolici di  fondata in Belgio nel 1617 dal Santo Vincenzo de Paoli. In Italia hanno una sede nazionale a Roma, 1.086 gruppi sul territorio nazionale, 178 in Piemonte. A Torino ci sono 58 gruppi: il primo gruppo di questi si è costituito nel 1656.

 

 

 

San Vincenzo

Vincenzo nacque a Pouy, in Francia, il 24.04.1581, da famiglia contadina, crebbe nella più totale ignoranza, facendo il custode dei porci, finché un signore locale, colpito dalla sua intelligenza, non lo mandò a studiare presso i Francescani a Dax e quindi in un collegio di teologia a Tolosa, dove fu ordinato sacerdote il 23.09.1600. Le sue motivazioni iniziali, alquanto discutibili, lo portarono soprattutto a cercare una sistemazione redditizia, e per questo ebbe, nei primi anni di sacerdozio, una vita movimentata: viaggiò molto, fu catturato dai pirati e schiavo a Tunisi; andò a Roma al seguito del Legato pontificio, poi a Parigi con l'ambasciatore di Francia, che lo introdusse nella cerchia della regina Margherita di Valois. Divenne infine precettore presso la famiglia Gondi. Qui scoprì la sua vocazione più autentica, il servizio ai poveri, e per questo abbandonò il suo vantaggioso incarico per farsi parroco a Chatillon les Dombes, dove, a contatto con la miseria, capì che la carità deve essere organizzata per essere efficace. Per questo, nel 1617, fondò la prima "Charité", costituita da donne laiche disponibili ad assistere i poveri secondo una precisa regola. Le Charités si diffusero poi in tutta la Francia e anche in Italia e in Polonia. Dopo l'incontro con Luisa de Marillac, Vincenzo affidò a lei l'animazione delle Charités. Nel 1625, per predicare le missioni alle popolazioni ignoranti delle campagne e per contribuire alla formazione del clero, fondò la Congregazione dei Preti della Missione. Nel 1633, decise, con Luisa de Marillac, di formare delle ragazze del popolo, perché collaborassero con le "dame" delle Charités, dando maggior continuità all'assistenza. Queste ragazze si dedicavano totalmente ai poveri, assistendoli nei quartieri malfamati, negli ospedali o nei campi di battaglia. Nacque così la Compagnia delle Figlie della Carità, un'opera innovativa e rivoluzionaria, soprattutto in un'epoca in cui le donne che si dedicavano a Dio vivevano nel chiuso dei monasteri.Ormai la fama di Vincenzo era tale che a lui veniva affidata l'organizzazione dell'assistenza pubblica ai poveri, alle vittime delle guerre, ai forzati. Dal 1643 entrò a far parte del Consiglio di Coscienza della Regina.

Per tutta la sua vita, Vincenzo diresse e guidò con mano ferma e amorevole le opere da lui fondate. Morì a Parigi il 27.09.1660. Fu canonizzato il 16.06.1737.

 

 

 SANTA LUISA DE MARILLAC 


LA SERVA DEI POVERI 

Consacrò la sua vita alla Carità a tempo pieno condividendo con San Vincenzo de Paoli la responsabilità e il dinamismo del servizio ai poveri. 
Conobbe il lusso e le raffinatezze della nobiltà della sua famiglia ma seppe rinunciarvi per vivere esclusivamente accanto ai poveri. 
Impedita dalla sua debole salutene nel seguire la vocazione claustrale, sposò Antonio Le Gras, scudiero e segretario della regina Maria dei Medici. 
Divenuta mamma assaporò il tenero affetto dell'unico figlio, Michele Antonio, e del marito. Accudì sollecitamente alla casa, ma non dimenticò i Poveri. A loro dedicò le ore libere e le sue premure: li visitò, li servì amorevolmente, rendette loro i più umili servizi. 
Certa di servire in loro Cristo Signore. 
Il suo incontro con San Vincenzo si rivelò determinante per la sua vita. 
Dopo la morte del marito e la sistemazione matrimoniale del figlio, Luisa abbandonò la sua casa di lusso e si recò a vivere in un modesto appartamento di un quartiere popolare di Parigi, in mezzo ai poveri! 
"Sono tua Signore, sono tua per sempre!" 
San Vincenzo seppe apprezzare le forti e singolari qualità del suo animo, il coraggio straordinario, una prudenza non comune, soprattutto "l'intelligenza del Povero", perché ne possiede il vero amore. E ne fece una apostola della Carità. Anzi, la "Coofondatrice della Carità". 
La prima missione, che le venne affidata, fu la visita alle numerose "Carità" diffuse nella parrocchie delle campagne, intorno a Parigi (oggi Gruppi di Volontariato Vincenziano). 
Educò le volontarie al servizio dei più poveri: le aiutò ad essere generose e perseveranti nel loro impegno. 
Una simile testimonianza suscitò un vero movimento di simpatia e di adesioni soprattutto nella gioventù. 
Un gruppo di ragazze, dal cuore semplice e colmo d'amore, accolse il suo invito a consacrarsi, in totale donazione, al servizio dei poveri. Le radunò nella sua casa, le formò con mano forte e materna; nacque così la "Compagnia delle Figlie della Carità": 29 Novembre 1633. 
La giovane Comunità, carica di indicibile ricchezza di umanità, di fresche energie e di amore, si lanciò nel vasto oceano della sofferenza, senza tregua "soddisfatto un bisogno un altro ne emerge più grave ed imperioso". 
Dall'assistenza ai poveri alla cura dei malati degenti nelle loro case o negli Ospedali. 
Dai trovatelli ai ragazzi e alle ragazze analfabeti, sostenendo il loro sacrosanto diritto all'istruzione libera e gratuita. 
Dall'accoglienza alle ragazze-madri, alla cura dei feriti in guerra, dei galeotti e dei condannati ai lavori forzati. Stimolate dal suo esempio, le Figlie della Carità partono e vanno dovunque il Signore le chiami! 
Come all'inizio così oggi! Luisa morì il 15 Marzo 1660. 
Esattamente dopo trecento anni (nel 1960) Papa Giovanni XXIII la proclamò "Patrona" di quanti sono impegnati nelle opere sociali e caritative. 
Quasi a volere canonizzare il suo testamento spirituale: "Servire i Poveri è uno dei più grandi tesori del cristianesimo". 

Il volontariato vincenziano perpetua il carisma di San Vincenzo.Eccone alcune caratteristiche:

v      Seguire la Provvidenza che indica i tempi e i modi del servizio.

v      Aprirsi a tutte le povertà del tempo e dell’ambiente.

v      Intervenire sull’urgenza,facendo di tutto per risolverla in radice.

v      Servire tutto l’uomo:nelle sue esigenze materiali e spirituali,rispettando la dignità di ogni persona e rivolgendosi a ciascuno con uguale amore senza differenza di razza o di fede religiosa.

v      Promuovere ed accettare la collaborazione con tutti,con associazioni e movimenti che operano sul territorio.

v      Organizzare e coordinare il servizio perché sia duraturo,incisivo,risolutivo.

 Il gruppo volontariato vincenziano della parrocchia Santa Maria degli Angeli, nato nel 1989 sotto la presidenza della signora Maria Teresa Letizia, opera ancora oggi sostenuto dai suoi membri, dal parroco don Pasquale Lunato, dalla comunità tutta sotto la nuova presidenza della signora Maddalena Landolfi.

Le principali attività del gruppo:

     -          centro di ascolto,

-          visite a famiglie bisognose,punto centrale dell’attività del gruppo,

-  aiuti materiali (alimenti di prima necessità,denaro,indumenti),ma soprattutto conforto e partecipazione alle loro sofferenze,

-   contatti con le istituzioni (INPS,ASL,Comune,ADI) per aiuti e consulenze in pratiche di pensioni,

-  assistenza domiciliare per malati terminali.

- ogni Giovedì pomeriggio servizio-guardaroba presso la Canonica in Via S.Croce. Tutti quelli che ne hanno       bisogno possono accedervi,anche gli extracomunitari;il tutto avviene nel rispetto e nella libertà della persona.

Inoltre il gruppo partecipa a momenti di formazione-corsi di spiritualità, a incontri periodici dei gruppi operanti nella regione, a convegni regionali e nazionali.

Attività di autofinanziamento sono le seguenti:

- Autotassazione, come segno di condivisione.

-Questua al Cimitero nei giorni di Tutti i Santi e dei Santi morti.

-Giornata della Carità in alcuni periodi dell’anno.

-Mese missionario-Giornata missionaria mondiale in Ottobre.

-Sostegno economico da parte di soci esterni.

 Il gruppo si incontra in parrocchia il primo ed il terzo lunedì di ogni mese e ogni qual volta è necessario: aspettiamo con gioia chiunque desideri rispondere in modo generoso ai bisogni dei fratelli in difficoltà o voglia aderire al gruppo.

La riunione del gruppo è un momento essenziale per la formazione dei suoi membri, per l’analisi dei problemi e per l’organizzazione delle attività.

A fine anno il tesoriere del gruppo compila il bilancio delle entrate e delle uscite. Una sua copia viene affissa nella bacheca della nostra parrocchia.

  PREGHIERA DEI VINCENZIANI

Signore,fammi buon amico di tutti,

fa che la mia persona ispiri fiducia:

a chi soffre e si lamenta,

a chi cerca luce lontano da Te,

a chi vorrebbe cominciare e non sa come,

a chi vorrebbe confidarsi

e chi non se ne sente capace.

Signore,aiutami,

perché non passi accanto a nessuno

con il volto indifferente,

con il cuore chiuso,

con il passo affrettato.

Signore,aiutami ad accorgermi subito:

di quelli che mi stanno accanto,

di quelli che sono preoccupati e disorientati

di quelli che soffrono senza mostrarlo

di quelli che si sentono isolati senza volerlo.

Signore,dammi una sensibilità che sappia

Andare incontro ai cuori.

Signore,liberami dall’egoismo,

perché Ti possa servire,

perché ti possa amare,

perché Ti possa ascoltare

in ogni fratello

che mi fai incontrare.

 

Sito divulgativo e autogestito senza fine di lucro da Mimmo Russo